venerdì 15 febbraio 2008

A te, se saprai riconoscerti

A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’ angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all’aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un po’
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me a te
Che hai reso la mia vita bella da morire
Che riesci a render la fatica un' immenso piacere
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Semplicemente sei
Compagna dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei

mercoledì 13 febbraio 2008

Interviste & brutti film

Ogni volta che mi propongo di iniziare un blog succede qualcosa che mi impedisce di tenerlo aggiornato, questa volta è stato un imprevisto che ha trasformato la ragazza meno domestica del mondo in una casalinga tutto fare che non ha tempo neanche per respirare, figuriamoci per scrivere un blog. Per cui scusate l’assenza, o meglio la non partenza di questa mia nuova avventura e benvenuti nel mio magico mondo.
Fortunatamente questa settimana la mia casalinghitudine è stata al minimo storico del 2008 e quindi sono riuscita ad infilare un’ intervista alla radio e un cinema.
Iniziamo con l’intervista: sabato scorso ho dato la mia prima intervista alla trasmissione “La luna e i falò” su Nuova Spazio Radio. Era la mia prima uscita pubblicitaria per “Portami a dormire”, il mio primo libro che uscirà il 7 Marzo. Sono contenta di non averla pubblicizzata più di tanto perché è stata tutto un susseguirsi di “ehm…”, “allora”, “cioè” e “in fondo…”, e dire che so essere molto loquace quando voglio. Persino dei miei amici un buon 80% non si è svegliato in tempo, quindi credo di aver registrato un minimo storico nella storia radiofonica italiana. La Grande Fan, mia madre, era tutta soddisfatta, neanche avessi costruito un palazzo per i senzatetto a mani nude e continuava a ripetere “No, non sembravi nervosa” ogni volta che aprivo bocca, anche per chiederle cosa c’era per pranzo, il che mi ha insospettito non poco. Tirando le somme, non male per una prima intervista ma se mai dovrò farne altre meglio che mi alleno.

Proseguendo tocca ora al cinema: domenica sera al Warner Village con Rebboccia e Cesira. Apro una piccola parentesi per sottolineare che se i risultati della democrazia sono che mi tocca andare a vedere “Scusa ma ti chiamo amore” allora è bene che si torni alla dittatura. Se pensavo che “Come tu mi vuoi” della coppia Capotondi-Vaporidis fosse la cosa peggiore capitata al cinema italiano, beh mi è arrivata la riprova che mi sbagliavo. Comunque visto che non mi piace criticare quello che non conosco, sono grata alla serata perché ora posso andare avanti ad elencare i 5 perché no di questo film.
1. Perché non è credibile, niente di quello che succede nel film è credibile. Fosse stato per me sarebbe finito dopo dieci minuti quando Alex investe Niki (si scriverà così?), lei gli monta in macchina e gli dice “Portami a scuola”. Ecco, sarebbe finito lì perché Alex le avrebbe detto “Scendi e prendi un autobus”. Tutto il resto, roba in più.
2. Perché non si possono passare due ore in compagnia della voce di Tony Qualcosa, investigatore privato e voce narrante dell’intera storia. Una voce che simpaticamente non ti abbandona mai, spiegandoti passo passo ogni scena, nel caso il tuo QI non fosse abbastanza alto da capire il demente intreccio della storia
3. Perché non si può considerare un bel film, un film in cui appaiono le citazioni nell’inquadrature come le scrittine che facevi sui muri a 14 anni. Non sto scherzando, nella scena vedrete comparire delle parole, accompagnate dalla simpatica voce, che formeranno una frase d’autore. Se non ci credete, capisco. Anch’io ero scettica e mi stava succedendo davanti agli occhi.
4. Perché non se ne può più di questo Moccia che invade ogni mezzo di comunicazione esistente, ha iniziato con i libri ed è andato avanti con giornali, tv e ora persino il cinema.
5. Perché non ne avete bisogno. Non avete bisogno di andare al cinema a vedere la storia di una 17enne con i capelli che strusciano a pulire per terra che si innamora di un quasi quarantenne senza palle a cui qualsiasi donna cambia l’arredamento. Non avete bisogno di sprecare due ore a seguire una trama scontata e poco originale in cui questa tizia è convinta di essersi messa in gioco perché è andata a letto con Raul Bova, bello sforzo! E soprattutto, per le ragazzine, non avete bisogno che vi mettano in testa l’idea che tutta questa storia sia possibile perché NON LO E’.
Mi fermo qui e aggiungo soltanto che quando sullo schermo è apparsa la scritta “Un anno dopo” mi è scappato un “Mio Dio, non finisce più!” ad alto cinema e mezzo cinema ha riso.

Sull’ondata di un entusiasmo di origini sconosciute inizio oggi la mia disintossicazione dalla droga a cui sono stata aggrappata negli ultimi tre anni, Lui. Abbiamo tentato con mia moglie B la settimana scorsa ma non ha funzionato più di tanto perché evidentemente non avevo ben chiare le regole, ora invece sono preparata e dico basta. Basta sms, basta uscite, basta chiamate, basta squilli, basta baci, basta tutto. Basta perché non mi piace dipendere dalle sue decisioni. Su questo vi terrò aggiornati perché aspetto un attacco di astinenza a breve e sarà tutto da ridere.

Per concludere un omaggio breve a mia moglie B e alla nostra orfanella canalese: questo ultimo periodo è stato incredibilmente intenso da ogni punto di vista e senza di voi sarei stata completamente persa. Vi adoro.
Chiara


Mood: "L.O.V.E." - Joss Stone

mercoledì 19 dicembre 2007

Le sette cose che mi hanno fatto felice da lunedì

  1. Camminare per Via Condotti e incontrare una persona con il mio libro in mano (ok, era un mio amico ma comunque era inaspettato)
  2. La neve quella mattina che non avevo niente da fare se non stare seduta sul divano davanti al camino
  3. Trovare 5 euro nella tasca di quei pantaloni che non metti da un pezzo
  4. Una foto di Claudio Santamaria (l'antidepressivo per eccellenza)
  5. Il suo sms nell'unico momento della giornata in cui ero troppo impegnata per pensare a lui
  6. Il mercatino di Piazza Navona
  7. Trovare il regalo di Natale giusto per i miei per caso