mercoledì 13 febbraio 2008

Interviste & brutti film

Ogni volta che mi propongo di iniziare un blog succede qualcosa che mi impedisce di tenerlo aggiornato, questa volta è stato un imprevisto che ha trasformato la ragazza meno domestica del mondo in una casalinga tutto fare che non ha tempo neanche per respirare, figuriamoci per scrivere un blog. Per cui scusate l’assenza, o meglio la non partenza di questa mia nuova avventura e benvenuti nel mio magico mondo.
Fortunatamente questa settimana la mia casalinghitudine è stata al minimo storico del 2008 e quindi sono riuscita ad infilare un’ intervista alla radio e un cinema.
Iniziamo con l’intervista: sabato scorso ho dato la mia prima intervista alla trasmissione “La luna e i falò” su Nuova Spazio Radio. Era la mia prima uscita pubblicitaria per “Portami a dormire”, il mio primo libro che uscirà il 7 Marzo. Sono contenta di non averla pubblicizzata più di tanto perché è stata tutto un susseguirsi di “ehm…”, “allora”, “cioè” e “in fondo…”, e dire che so essere molto loquace quando voglio. Persino dei miei amici un buon 80% non si è svegliato in tempo, quindi credo di aver registrato un minimo storico nella storia radiofonica italiana. La Grande Fan, mia madre, era tutta soddisfatta, neanche avessi costruito un palazzo per i senzatetto a mani nude e continuava a ripetere “No, non sembravi nervosa” ogni volta che aprivo bocca, anche per chiederle cosa c’era per pranzo, il che mi ha insospettito non poco. Tirando le somme, non male per una prima intervista ma se mai dovrò farne altre meglio che mi alleno.

Proseguendo tocca ora al cinema: domenica sera al Warner Village con Rebboccia e Cesira. Apro una piccola parentesi per sottolineare che se i risultati della democrazia sono che mi tocca andare a vedere “Scusa ma ti chiamo amore” allora è bene che si torni alla dittatura. Se pensavo che “Come tu mi vuoi” della coppia Capotondi-Vaporidis fosse la cosa peggiore capitata al cinema italiano, beh mi è arrivata la riprova che mi sbagliavo. Comunque visto che non mi piace criticare quello che non conosco, sono grata alla serata perché ora posso andare avanti ad elencare i 5 perché no di questo film.
1. Perché non è credibile, niente di quello che succede nel film è credibile. Fosse stato per me sarebbe finito dopo dieci minuti quando Alex investe Niki (si scriverà così?), lei gli monta in macchina e gli dice “Portami a scuola”. Ecco, sarebbe finito lì perché Alex le avrebbe detto “Scendi e prendi un autobus”. Tutto il resto, roba in più.
2. Perché non si possono passare due ore in compagnia della voce di Tony Qualcosa, investigatore privato e voce narrante dell’intera storia. Una voce che simpaticamente non ti abbandona mai, spiegandoti passo passo ogni scena, nel caso il tuo QI non fosse abbastanza alto da capire il demente intreccio della storia
3. Perché non si può considerare un bel film, un film in cui appaiono le citazioni nell’inquadrature come le scrittine che facevi sui muri a 14 anni. Non sto scherzando, nella scena vedrete comparire delle parole, accompagnate dalla simpatica voce, che formeranno una frase d’autore. Se non ci credete, capisco. Anch’io ero scettica e mi stava succedendo davanti agli occhi.
4. Perché non se ne può più di questo Moccia che invade ogni mezzo di comunicazione esistente, ha iniziato con i libri ed è andato avanti con giornali, tv e ora persino il cinema.
5. Perché non ne avete bisogno. Non avete bisogno di andare al cinema a vedere la storia di una 17enne con i capelli che strusciano a pulire per terra che si innamora di un quasi quarantenne senza palle a cui qualsiasi donna cambia l’arredamento. Non avete bisogno di sprecare due ore a seguire una trama scontata e poco originale in cui questa tizia è convinta di essersi messa in gioco perché è andata a letto con Raul Bova, bello sforzo! E soprattutto, per le ragazzine, non avete bisogno che vi mettano in testa l’idea che tutta questa storia sia possibile perché NON LO E’.
Mi fermo qui e aggiungo soltanto che quando sullo schermo è apparsa la scritta “Un anno dopo” mi è scappato un “Mio Dio, non finisce più!” ad alto cinema e mezzo cinema ha riso.

Sull’ondata di un entusiasmo di origini sconosciute inizio oggi la mia disintossicazione dalla droga a cui sono stata aggrappata negli ultimi tre anni, Lui. Abbiamo tentato con mia moglie B la settimana scorsa ma non ha funzionato più di tanto perché evidentemente non avevo ben chiare le regole, ora invece sono preparata e dico basta. Basta sms, basta uscite, basta chiamate, basta squilli, basta baci, basta tutto. Basta perché non mi piace dipendere dalle sue decisioni. Su questo vi terrò aggiornati perché aspetto un attacco di astinenza a breve e sarà tutto da ridere.

Per concludere un omaggio breve a mia moglie B e alla nostra orfanella canalese: questo ultimo periodo è stato incredibilmente intenso da ogni punto di vista e senza di voi sarei stata completamente persa. Vi adoro.
Chiara


Mood: "L.O.V.E." - Joss Stone

1 commento:

Anonimo ha detto...

non solo scrivi bene, ma dici anche cose sensate... e in più sei mia amica!!! non ti manca niente, oh!!
un bacione